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Per non dimenticare che la guerra è morte
In meno di cinquanta anni, dal 1896 al 1945, l’Italia ha preso parte a cinque guerre: Campagna d’Africa Orientale 1896, Guerra di Libia 1911, I Guerra Mondiale 1915-1918, Guerra d’Etiopia 1936, II Guerra Mondiale 1949-1945, due delle quali hanno coinvolto e sconvolto il mondo intero ed hanno causato la morte di moltissimi civili inermi e di innumerevoli soldati al fronte.
Nel corso di tali conflitti, e soprattutto nella I e nella II Guerra Mondiale, Castel Madama ha perso ben 113 figli, tutti ragazzi giovanissimi, nella stragrande maggioranza contadini o provenienti da famiglie di contadini, morti indossando la divisa dell’esercito italiano nei luoghi più disparati e remoti d’Italia e del Mondo.
Questi giovani hanno inaugurato la loro brevissima vita con il duro lavoro nei campi e l’hanno conclusa sperimentando la fame, il freddo, le malattie, le ferite, le mutilazioni, la prigionia e il dolore nelle trincee, sui campi di battaglia, sotto le tende degli ospedali da campo o tra le mille sofferenze imposte ai prigionieri di guerra.
La lapide posta nel tempietto ai Collicelli riporta i nomi della maggior parte dei nostri caduti.
Oggi per molti di noi quei nomi non significano granché, eppure dobbiamo prendere coscienza del fatto che dietro a ciascun nome c’era una persona in carne ed ossa con la sua storia, le sue speranze e, soprattutto, con il suo diritto alla vita che è stato ingiustamente e prematuramente negato.
Stiamo pian piano cercando di ricostruire quelle storie e quei volti non solo perché è doveroso nei confronti dei giovani uccisi in guerra, ma anche per fornire concreta materia di riflessione sulla necessità ineludibile di costruire un futuro di pace, affinché mai più possa accadere che il nome di un ragazzo di diciotto o venti anni si trovi inciso sulla lapide di un monumento ai caduti.
Ringrazio vivamente il nostro concittadino Massimo Salvatori che è l’ideatore e il redattore di questo “Albo d’Oro”. Egli con costanza e convinzione ha effettuato approfondite ricerche presso l’Archivio Storico Comunale di Castel Madama e presso gli archivi di Enti Militari ed ha stilato l’elenco e le brevi note biografiche dei caduti.
Il Sindaco
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