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Il territorio
Il territorio del Comune di Castel Madama estende su 28,46 Km². Ha un carattere prevalentemente collinare attraversato da due corsi d’acqua: il Aniene, che dalla sorgente presso Filettino scorre verso sud – ovest, ed il fosso Empiglione che affluisce nell’Aniene in località Arci Tivoli.
Il nucleo urbano più antico è posizionato crinale di una collina alta circa 450 msl, da spartiacque tra la valle dell’Empiglione quella dell’Aniene. Il paese è circondato alcuni gruppi montuosi: i monti Prenestini sud, coperti da boschi misti di lecci, carpini, aceri; i monti Tiburtini a est con la cima più alta, colle Cerrito Piano con la sua caratteristica cima arrotondata; i monti Lucretili a nord, oltre il fiume Aniene, che per la loro qualità ambientale costituiscono un parco naturale regionale.
Castel Madama confina, a partire da nord, con i Comuni di San Polo dei Cavalieri, Vicovaro, Sambuci, Ciciliano, San Gregorio da Sassola Tivoli.
Tre importanti arterie di comunicazione attra versano il territorio comunale e lo collegano sia all’Adriatico che al Tirreno: l’autostrada A24 Roma – Pescara, la strada statale Tiburtina Valeria, la ferrovia Roma – Pescara.
Ad essa si aggiunge la via Empolitana che collega Tivoli alla valle del Sacco. Lungo questa arteria sono sorti in tempi recenti diversi nuclei abitati: Monitola verso Tivoli, Valle, Valle Caprara e Colle Passero.
Panorama di Castel Madama

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La storia
La data di fondazione di Castrum Sancti Angeli, divenuto Castel Madama soltanto nelXVII secolo, è piuttosto incerta; può comunque essere ricondotta al X-XI secolo, l’epoca del cosiddetto “incastellamento”, durante la qualenella valle dell’Aniene furono fondati numerosi nuclei fortificati ad opera principalmente degliabati di Subiaco. Il Castrum sorse sulle sommità di un colle che fu meta, secondo la leggenda, diun eremitaggio di S. Michele Arcangelo.
Certo è, comunque, che nel 1256 GiangaetanoOrsini acquistò il castrum ed i terreni annessi enel 1308 i figli di Fortebraccio Orsini costruironoil castello che ancora oggi costituisce il fulcro delnucleo urbano più antico del paese.Da quel momento in poi Castel Madama divenne Luogo Baronale e tale condizione perdurò per circa seicento anni.La fase degli Orsini si chiuse nel 1520 con lamorte di Alfonsina, moglie di Pietro de’ Medici,ed il conseguente passaggio del feudo a questafamiglia. Nel 1538 Margarita d’Austria, figlianaturale dell’Imperatore Carlo V e vedova diAlessandro de’ Medici, ottenne dalla famigliadel defunto marito il possesso del paese. Allamorte di Margarita tutti i suoi beni, incluso ilfeudo di Castel Madama passarono ai Farnese enel 1636 furono ceduti da questi al marcheseAlessandro Pallavicino di Parma – Busseto. Dopo la parentesi repubblicana e il periodo digoverno francese agli inizi del XIX secolo, CastelMadama passò ad un congiunto dei Pallavicino,il Marchese Tiberi il quale, nel 1851, anche supressione di Papa Pio IX, cedette definitivamente l’indipendenza e i pieni poteri alla Comunità. Durante tutto il periodo del regime feudale Castel Madama si sviluppò gradualmente come centro dalle spiccate caratteristiche agro-pastorali.La fine dello Stato Pontificio, lo spostamento aRoma della capitale d’Italia nel 1870 col relativoammodernamento ed espansione della città, la costruzione della ferrovia Roma – Sulmona nel 1880, fecero sì che si avviasse una lenta e progressiva trasformazione del paese che nonvide più nell’agricoltura e nella pastorizial’unica fonte di sussistenza e cominciò ad affiancare ad esse una serie di attività commerciali ed artigianali.Inoltre, nei primi decenni del ‘900, Tivoli, diventata un importante centro industriale, cominciòad attirare un numero notevole di lavoratori provenienti da tutta la Valle dell’Aniene.
La completa maturazione di questo processo siebbe negli anni ’60, nel periodo del cosiddettomiracolo economico, quando a Castel Madamasi verificò il definitivo e generalizzato abbandono dell’agricoltura come fonte primaria dioccupazione e di reddito e il paese assunse icaratteri peculiari che ancora oggi lo distinguono.
Ritratto di Madama Margarita (Margherita d’Austria)

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