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CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO
È la più grande chiesa di Castel Madama e costituisce l’elemento identificativo del paese quando esso viene osservato da lontano. Fu costruita sul luogo dove sorgeva un trecentesco oratorio dedicato al Patrono che, in seguito al progressivo aumento della popolazione, divenne in breve incapace di contenere tutti i fedeli. Nel 1771 fu quindi iniziata la costruzione di una chiesa molto più ampia e ricca di ornamenti; il progetto fu redatto dall’architetto napoletano Pompeo Schiantarelli e l’opera, terminata nel 1776, fu finanziata col concorso di tutto il popolo che contribuì sia con offerte in denaro che con prestazioni di lavoro volontarie. La facciata, tripartita da quattro colonne con capitelli ionici che sostengono un architrave con timpano, fu ultimata soltanto nel 1802. L’interno presenta una pianta centrale a croce greca con cappelle radiali ed una imponente cupola decorata a cassettoni con rosoni in stucco e sormontata da un alto tiburio. Annesso alla chiesa si trova un campanile quadrangolare. Gli elementi di arredo, in particolare il pulpito e gli altari, sono opera di abili maestranze laziali. L’altare maggiore presenta finissimi intarsi marmorei anch’essi risalenti al XVIII secolo. Più antico è invece il bel crocefisso ligneo scolpito e dipinto nella metà del XVI secolo da artisti di area abruzzese, posto nel quarto altare a sinistra. L’altare maggiore, dedicato a San Michele Arcangelo, ospita una tela rappresentante il Santo, opera di Pietro Labruzzi (1739 – 1805), pittore all’epoca molto attivo nel territorio romano.
L’Arcangelo Michele costituisce anche il soggetto di un dipinto di M. Hardtmuth, eseguito nel 1866; si tratta di una copia dell’opera di Guido Reni che si può ammirare a Roma nella Chiesa di Santa Maria della Conciliazione. Sempre al XIX secolo risalgono i numerosi dipinti che ornano le diverse cappelle. Sui pennacchi della cupola sono rappresentati i quattro Evangelisti, eseguiti nel 1942 dal pittore romano Oscar Grottini. La chiesa è oggi regolarmente aperta al culto e costituisce il fulcro della vita religiosa del paese.
chiesa di San Michele Arcangelo

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CHIESA DI SAN LORENZO
Venne eretta nel 1727 a spese di Francesco Cortese, avvocato e Consigliere della Comunità. Per la sua costruzione, protrattasi per quasi undecennio, venne demolita una chiesetta pre esistente e per questo motivo l’edificio venne anche denominato Chiesa Nuova. L’interno è di forma quadrangolare, coperto da volta a crociera. Sotto l’altare maggiore sono conservati i resti di San Teodoro Martire. Le cappelle laterali e il cerchio di stucco al centro della volta che copre l’aula presentano dipinti di epoca barocca di discreta fattura, alcuni dei quali attribuiti al Labruzzi e al Maratta.
CHIESA DI SAN SEBASTIANO
Sull’architrave della porta d’ingresso della chiesa si legge: L’anno del Signore 1565 Andrea Croce Vescovo Tiburtino costruì questo tempio dedicato a S. Sebastiano. L’edificio presenta una struttura a capanna di dimensioni modeste (m. 9 x 18) con il tetto sostenuto da semplici capriate. Notevole è l’affresco sull’abside dietro all’altare maggiore, attribuibile con alto grado di certezza a Federico Zuccari, che rappresenta il martirio di San Sebastiano e contiene molti elementi simbolici probabilmente riferibili alla secolare lotta tra Tivoli e Castel Madama sulla Gabella del Passo. Annesso alla chiesa è il coevo Ospedale, costruito inizialmente con funzioni di ospitalità e assistenza ai numerosi pellegrini che si recavano a Roma o ne uscivano, diretti verso i più importanti santuari italiani ed anche d’oltralpe.
CHIESA DI SAN QUIRICO
E’ la più antica chiesa di Castel Madama. Le notizie relative ad essa sono infatti anteriori all’anno Mille. Posta fuori dell’abitato, nell’antico fundum Sancti Cirici, su un colle che sovrasta la piana di Empulum, fu probabilmente eretta per soddisfarele necessità di culto dei pastori e degli agricoltori. Presenta una semplicissima struttura a capanna con navata unica di piccole dimensioni (m. 13 x 8).
Rimasta a lungo priva di ogni ornamento, nel tardo ‘500 fu arricchita a cura della famiglia Farnese da alcuni affreschi; quello sulla parete di fondo, che rappresenta S. Quirico e la madre S.Giuditta, è stato attribuito ai fratelli Zuccari. L’affresco sulla parete di sinistra rappresenta S.Isidoro, patrono dei butteri.
CHIESA DI S. ANNA
Fu denominata per secoli S. Maria della Vittoria in ricordo delle lotte che coinvolsero Tiburtini a Castellani a causa della Gabella del Passo. Fu infatti costruita nel XVIII secolo dalla nobile famiglia dei Vidaschi intorno ad una piccola cappella con tabernacolo risalenti al 1540. La chiesa si trova fuori dell’abitato, ai piedi di Colle Fiorito, nel versante sud del territorio di Castel Madama; ha una semplice pianta rettangolare ed è costituita da un’unica navata coperta dac apriate. L’abside è ornata da un affresco rappresentante la Madonna e l’altare di destra da uno rappresentante S. Anna, protettrice delle puerpere. Dopo un lungo periodo di decadenza la chiesetta fu restaurata e riaperta al culto nei recenti anni ’80.
le chiese

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Castello orsini
Il castello intorno al quale si sviluppa il nucleo più antico del paese racchiuso dalla prima cerchia di mura fu costruito nel 1308 da Riccardo e Poncello, figli di Fortebraccio Orsini.
Sorto probabilmente su una struttura preesistente, raffigurata negli affreschi del Convento di Santa Scolastica a Subiaco come una semplice torre – palazzo, si sviluppò gradualmente grazie alle aggiunte e alle modifiche operate dalle varie Famiglie che si succedettero nel possesso feudale di Castel Madama.
Dopo la morte dell’ultima rappresentante degli Orsini, Alfonsina, nel XVI secolo il feudo e con esso il castello, passarono alla famiglia Medici che ne rafforzò la struttura e costruì una seconda cerchia di mura più esterna.
I lavori furono proseguiti da Margherita d’Austria, vedova ed erede di Alessandro de’ Medici, che nella prima metà del XVI secolo trasformò l’edificio nel tipico palazzo – fortezza rinascimentale, forma che tuttora esso mantiene nelle linee principali; infatti i feudatari successivi, Farnese, Pallavicino e Tiberi, misero in atto interventi non sostanziali.
Ancora oggi possiamo vedere che il castello si sviluppa principalmente attorno a due volumi: il primo è un vero e proprio maschio che sporge decisamente dalla cinta muraria e il secondo si svolge lungo una corte interna porticata e sovrastata da un ballatorio che segue il perimetro del cortile.
Nell’edificio, per tutto il periodo del regime feudale, ebbero sede la Curia, le prigioni, gli alloggiamenti dei soldati ed altre funzioni inerenti la difesa ed il governo del paese.
Dopo un lungo periodo di abbandono ed il conseguente deterioramento, la struttura fu acquistata da un privato, l’Ing. Oreste Vulpiani, che eseguì opere di restauro e risanamento e arredò finemente parte degli interni arricchendoli anche con mobilio dei secoli XVII – XVIII e con oggetti d’arte di pregevole fattura.
Nel 1928 il Vulpiani, per onorare la memoria della madre Ottavia, donò il castello con tutto il suo contenuto al Comune di Castel Madama, con la condizione che venisse adibito ad asilo infantile e scuola di arti e mestieri, l’”Opera Pia Ottavia Vulpiani pro infanzia in onore di Maria SS.ma Immacolata”.
Tale rimase fino a pochi anni fa. Oggi l’edificio, ulteriormente restaurato, costituisce il prestigioso contenitore per molte delle manifestazioni artistiche e culturali organizzate dal Comune.

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